La parola alla troupe: Silvia Brandoni ed Enea Bucchi, parrucchiera e truccatore

DSC_2822

Enea Bucchi e Silvia Brandoni, truccatore e parrucchiera dietro le quinte e in scena

Gli anni Settanta evocati dal film rivivono sullo schermo grazie anche al lavoro del nostro meraviglioso e professionale reparto trucco e parrucco: ecco l’intervista dietro le quinte alla parrucchiera Silvia Brandoni e al truccatore Enea Bucchi.

Dopo due mesi di riprese cosa ne pensi di questo film a cui hai partecipato?

Silvia: Credo che sia un grande film per l’argomento trattato e il modo in cui è stata raccontata la storia.

Enea: È sempre difficile farsi un’idea del risultato finale di un film durante la sua lavorazione. Posso dire comunque che Andrea Adriatico ci ha tenuto molto a spiegare a tutta la troupe che questa pellicola non doveva essere semplicemente un “biopic” su Mario Mieli. D’altro canto, il titolo “Gli anni amari” fa riferimento sia alla vita sofferta del protagonista sia alle inquietudini degli anni Settanta. Mi aspetto quindi un film complesso, che possa essere letto su diversi livelli: sociale, culturale e umano.

Qual è stata la sfida maggiore sul set, relativamente al tuo lavoro?

Silvia: L’argomento è forte e fa riflettere. Il film permette di conoscere Mario Mieli come persona e il modo in cui si è posto in società e “contro” essa. Negli anni ’70 Mario Mieli è stato un precursore dei tempi. Ha dato l’avvio ad un movimento di pensiero che ancora oggi è presente nella società.

Enea: La sfida maggiore è stata quella di dover “imbruttire” Nicola Di Benedetto. Mario Mieli non era bello ma aveva un’eleganza androgina tutta particolare. Nicola, pur somigliandogli, è un bel ragazzo e di una bellezza decisamente più virile e solare. Abbiamo dovuto depilarlo, sfoltirgli le sopracciglia, alzargli la fronte, assottigliarli naso e mento, schiarirgli la carnagione, insomma un lavoro piuttosto impegnativo che a volte durava più di due ore. Ma l’incubo maggiore era quando dovevo anche coprire i suoi sette tatuaggi. Sul set circolava voce che in questi frangenti era meglio non rivolgermi la parola.

C’è una scena del film a cui sei legato maggiormente?

Silvia: Non ci sono scene a cui sono legata particolarmente perché tutto il film mi ha colpito emotivamente.

Enea: Sono più di una. Sicuramente sono rimasto molto impressionato dalla scena finale (che ovviamente non svelo), ma quella alla quale sono più legato è quando Mario incontra in un bar il suo ex fidanzato Umberto (interpretato da Tobia De Angelis). Non tanto per la scena in sé, quanto per la magia che si è creata tra i due attori, l’ho perfino “rubata” facendo un video col cellulare dal monitor del regista (lui lo sa e credo ne sia contento).

Come ti sei trovato con la troupe e con gli attori?

DSC_0921Silvia: Con la troupe mi sono trovata molto bene, abbiamo lavorato in team creando un clima di collaborazione, affiatamento, amicizia e professionalità. Ho incontrato degli attori molto molto bravi nel calarsi nel ruolo che dovevano interpretare, attori preparati e competenti. Anche con loro si è instaurato un rapporto di vicinanza, permettendoci di lavorare in un clima armonioso, divertente e allo stesso tempo professionale.

Enea: Benissimo. Si sa, il cinema crea delle famiglie temporanee, altrimenti sarebbe impossibile convivere (è il caso di dirlo) per i mesi di lavorazione. I ritmi sono serrati, spesso si è lontani da casa e se non si riesce ad instaurare un buon rapporto con tutti diventa un inferno.  Con alcuni componenti della troupe eravamo amici da prima, con altri lo siamo diventati durante la lavorazione. Poi un cast composto per la maggioranza da giovani contribuisce sempre al buonumore!

Ci vuoi raccontare qualche episodio del dietro le quinte?

Enea: Ci sarebbe da scrivere un libro! Innanzitutto ricordiamoci che Mario Mieli era un personaggio decisamente eccentrico, cultore del travestitismo, quindi è facile immaginare come potessero reagire i curiosi sul set alla vista di un ragazzone alto un metro e ottanta impellicciato, cotonato, truccato e sui tacchi a spillo! Oppure quando il regista ha chiesto a me, a Silvia Brandoni (la Capo Parrucchiera) e ad Andrea Marchi (l’operatore) di interpretare noi stessi in versione anni Settanta, per girare la scena in cui Mieli si prepara per fare un’intervista RAI agli operai dell’Alfa Romeo.

Conoscevi già il regista Andrea Adriatico? Come è stato lavorare con lui?

Silvia: Grazie a questo film ho avuto l’opportunità di conoscere personalmente il regista Andrea Adriatico e lavorare con lui. E’ stata un’esperienza formativa e interessante  vedere le sue idee creative e uniche prendere forma durante la realizzazione del film.

Enea: Lo conoscevo eccome, siamo amici da più di trent’anni ed essendo quasi coetanei ci siamo praticamente formati assieme. Abbiamo entrambi fatto parte di una Cooperativa teatrale molto attiva a Bologna all’inizio degli anni Novanta. Lui curava i corsi di recitazione e io di trucco e per qualche tempo ho collaborato ai suoi spettacoli. Lavorare con Andrea è faticoso perché è instancabile: per lui nulla è scontato, niente è routine ed ha una visione molto personale delle cose. Ma, personalmente, è stato piuttosto semplice entrare in sintonia con la sua visione del film, oltre che per l’amicizia e il background comune, anche grazie ad una certa affinità di gusto. Pur dandomi qualche piccola indicazione “strategica” mi ha lasciato molta libertà facendomi sentire partecipe del processo creativo e non solo un mero esecutore.

Come e perché hai deciso di lavorare nel cinema?

Silvia: Ho iniziato la mia carriera lavorando nel meraviglioso mondo del teatro. Negli anni ho avuto l’opportunità di lavorare anche in ambito cinematografico dove sono rimasta affascinata nel vivere e vedere la realizzazione di un film e di come si è sempre alla ricerca della perfezione in ogni suo piccolo dettaglio. Vorrei con l’occasione ringraziare il regista  Andrea Adriatico per avermi dato la possibilità di vivere nuovamente questa esperienza.

DSC_0057Enea: Io prevalentemente ho lavorato in teatro, dove la professione di truccatore è sempre stata finalizzata a neutralizzare la distanza tra palcoscenico e platea. Ma negli ultimi anni molti spettacoli sono ripresi in dvd, o trasmessi in streaming quindi l’evoluzione naturale è stata il cinema. E questo è il come, il perché sta nel fatto che mi attrae l’artificio che non si deve vedere, il dover intervenire con piccoli tocchi discreti per modificare una fisionomia o creare un personaggio. Il trucco cinematografico deve essere molto leggero, naturale e preciso ma comunque emotivamente efficace. È questa sfida che mi attrae.

A cosa vi siete ispirati per il trucco e parrucco di questo film ambientato negli anni ’70?

Silvia: Siamo rimasti il più possibile fedeli alla realtà degli anni ’70, periodo in cui si svolge la vicenda, visionando i documenti relativi alla vita di Mario Mieli.

Enea: Più che d’ispirazione, in questa produzione si è trattato di documentazione. In un film nel quale gli anni Settanta sono co-protagonisti non c’era spazio per le interpretazioni. I riferimenti sono stati molti precisi anche se molto diversi tra loro perché nel film si vede Mario in contatto con tante culture differenti. Silvia ed io abbiamo quindi dovuto studiarci non solo la moda italiana, ma anche quella inglese, gli indiani metropolitani, il look della “controcultura” e della classe operaia. Oltretutto il film si svolge in un arco temporale che va dal 1969 al 1983 ed in quei 14 anni il gusto è cambiato parecchio. In alcuni casi ci siamo permessi delle vere e proprie citazioni ed è stata la parte decisamente più divertente.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...